
Successo per l’Urban Trekking Notturno
2 Luglio 2025Libellule e damigelle della Sicilia nord-orientale
A cura di Domenico Contartese – naturalista e divulgatore scientifico
Sito web: http://mimmocontartesefoto.weebly.com
Introduzione
Durante la tarda primavera o le torride giornate estive, passeggiando lungo le sponde di un fiume o la riva di un lago, il nostro sguardo è spesso rapito dal rapido volo delle libellule, insetti molto appariscenti per via delle grandi dimensioni e dei loro colori sgargianti, instancabili predatori legati ad ambienti acquatici in tutte le fasi della loro vita (sebbene avvistabili anche in altri ambienti lontani dall’acqua nel periodo pre-riproduttivo).
Il mio lavoro da naturalista e la mia passione per la fotografia mi hanno spinto ad approfondire lo studio di questi animali; da più di dieci anni frequento sistematicamente molte aree adatte alla loro vita e riproduzione in tutta la provincia di Messina, dalle zone costiere ai corpi idrici di alta montagna sui Monti Nebrodi e Peloritani, censendo e fotografando le numerose specie di odonati che vivono in questa porzione della nostra splendida isola.
Questo mio contributo è volto alla conoscenza della sistematica, della biologia e dell’ecologia di questi interessanti insetti il cui gruppo di appartenenza (Paleoptera) è presente sulla Terra dal periodo Carbonifero, circa 250-300 milioni di anni fa.
Sistematica
Le libellule sono artropodi inquadrati sistematicamente nella classe Insecta Linneo, 1758 e appartengono all’ordine degli Odonati (Odonata Fabricius, 1793) che conta quasi 5700 specie nel mondo.
Tale ordine è a sua volta diviso in tre sottordini (classificazione da anni al centro di dibattiti):
- Sottordine Zygoptera de Sélys Longchamps, 1854 (Fig. 1): gli Zigotteri sono comunemente chiamati damigelle; l’etimologia del nome del gruppo fa riferimento alla forma molto similare delle ali anteriori e posteriori. A riposo le ali vengono tenute molto spesso chiuse sull’addome. Rispetto ai grandi Anisotteri, il corpo è molto esile, le dimensioni sono mediamente molto minori e il volo molto meno agile e potente. Gli occhi sono sempre separati tra loro.

- Sottordine Anisoptera de Sélys Longchamps, 1854 (Fig. 2): sono comunemente considerate le vere e proprie libellule. Gli Anisotteri hanno le ali posteriori molto più sviluppate di quelle anteriori e questo contribuisce alla straordinaria abilità di volo rispetto agli Zigotteri. A riposo le due paia di ali rimangono ampiamente distese. Gli occhi, molto grandi, sono quasi sempre riuniti nella porzione superiore conferendo al capo una forma sferoidale.

- Sottordine Anisozygoptera: si tratta in realtà di un taxon al centro di una accesa discussione in quanto mantenuto in vita soltanto da due specie del genere Epiophlebia, una presente in Giappone e una nella regione dell’Himalaya. Hanno le ali anteriori e posteriori uguali nella forma come negli Zigotteri ma nell’aspetto ricordano un Anisottero.
Distribuzione
Gli Odonati sono ben diffusi su tutto il pianeta tranne che in Antartide e in alcune isole Artiche. Il numero di specie nelle fasce tropicali è maggiore e diminuisce spostandosi verso latitudini via via più prossime ai poli.
In Italia vivono 93 specie.
In Sicilia, in una check-list basata sui lavori pubblicati tra il 1840 e il 2022, sono state riportate 61 specie (di cui 6 rimangono nell’elenco anche se con dubbi).
Nella Sicilia nord-orientale (intera provincia di Messina con qualche sconfinamento nell’ennese e nel catanese), area in cui ho condotto le mie ricerche i cui risultati riporto in questo mio breve contributo, ho censito e fotografato 34 specie in totale, numero che, da confronti con vari specialisti, sembra rappresentare l’effettiva totalità di specie diffuse nell’area.
Biologia ed Ecologia
Le libellule, come gli atri insetti, hanno il corpo diviso nettamente in tre porzioni:

- Il capo (Fig. 3): recante gli occhi composti da migliaia di ommatidi, tre ocelli, due brevi antenne e l’apparato boccale masticatore composto da vari articoli e mandibole provviste di dentelli (Odonata significa provvisto di denti) con cui riescono a smembrare le loro prede.

- Il torace: formato da due parti: il protorace, poco sviluppato e recante il primo paio di zampe e lo pterotorace in cui si articolano le zampe mediane e posteriori e le due coppie di ali.
- L’addome, molto lungo e sottile, è formato da 11 segmenti detti “uriti” e termina con delle strutture dette cerci, con cui i maschi trattengono la femmina durante l’accoppiamento.
L’avvistamento degli adulti in Sicilia è possibile dall’inizio della primavera alla fine dell’autunno, in zone anche distanti da corpi idrici. Solo una specie sverna sotto forma di adulto, l’Invernina comune Sympecma fusca Vander Linden, 1820 (Fig. 4).

Durante la stagione riproduttiva maschi e femmine convergono comunque verso laghi, stagni, fiumi e altri corpi idrici per accoppiarsi. In tale periodo i maschi diventano molto territoriali, cacciano con veemenza altri maschi dal loro territorio riproduttivo innescando vere e proprie battaglie aeree e cercano spasmodicamente una femmina per l’accoppiamento.
Accoppiamento
Quando i maschi intercettano una femmina matura la afferrano dietro il capo con i loro cerci e la trattengono in una posizione chiamata “tandem”, durante la quale riescono anche a volare in coppia, per un lungo periodo prima di iniziare il vero e proprio accoppiamento.
Lo sbocco dell’apparato genitale dei maschi si trova nel 9° urite ma l’apparato copulatore è situato nel 2° e 3° urite, per questo i maschi, prima della copula, inarcano il loro addome per trasferire il loro seme dalla fine dell’addome all’organo copulatore (Fig. 4). Nella femmina gli organi genitali sono nell’8° e 9° segmento. Durante l’accoppiamento il maschio trattiene la femmina, come precedentemente spiegato, e quest’ultima inarca il proprio addome fino a raggiungere lo sperma che il maschio porta sul 2° e 3° urite (Fig. 5).

Dopo la fecondazione le femmine depongono le uova con differenti modalità in funzione della specie: semplicemente lasciandole in acqua o nei sedimenti del fondo del corpo idrico o, nel caso di specie con femmine provviste di ovopositore (soltanto gli appartenenti alla famiglia Aeshnidae (Fig. 6), tra gli Anisotteri, e tutti gli Zigotteri), nei tessuti di piante acquatiche vive o in decomposizione.

Le larve (neanidi e ninfe) passano periodi di lunghezza molto variabile in acqua; si passa da un anno nel caso degli Zigotteri a due, tre anni o più nel caso dei grandi Anisotteri. Durante questo periodo le larve vanno incontro a numerose mute, da dieci a quindici, e svolgono il ruolo di predatori nutrendosi di piccoli Crostacei, Copepodi e Cladoceri. Negli stadi più avanzati esse cacciano qualunque preda che sia di dimensioni adatte. Alcune grosse larve di Anisotteri riescono a catturare persino piccoli vertebrati come girini e avannotti.
Completato lo sviluppo, prima del momento dell’ultima muta che le trasformerà in insetto adulto, le ninfe si arrampicano sugli steli di piante acquatiche e procedono con il cosiddetto sfarfallamento: le libellule adulte escono dall’esoscheletro ninfale, spiegano le ali pompando l’emolinfa attraverso le loro nervature e in breve sono pronte allo stadio finale di vita che sarà orientato alla riproduzione (Fig. 7 – 8).


Un occhio attento potrà osservare gli esoscheletri delle larve, le cosiddette “esuvie”, di molte libellule rimaste attaccate agli steli di piante acquatiche dopo lo sfarfallamento (Fig. 9).

Riguardo al tipo di habitat preferito dalle varie specie si può osservare che gli ambienti di acque ferme o in lento movimento ospitano il maggior numero di specie mentre lungo fiumi o torrenti tale numero si abbassa notevolmente. Infine, alcune specie necessitano di ambienti particolari come le zone salmastre e corpi d’acqua temporanei.
Il ruolo ecologico di predatori del micromondo è chiaro ed evidente ma questo non esclude che le libellule siano anche prede appetibili per numerosi predatori, sia durante gli stadi larvali che da adulte. Le larve finiscono spesso in pasto a coleotteri acquatici come i ditischi o alle notonette (Fig. 10) mentre gli adulti temono predatori come uccelli, nella fattispecie si possono menzionare soprattutto i gruccioni e i falchi lodolai, e molte specie di ragni che le intrappolano nelle loro tele (Fig. 11) o le catturano all’agguato (Fig.12).



Specie del messinese
Negli anni ho concentrato le mie osservazioni, in zone costiere e montane, su vari ambienti di acque ferme, dolci e salmastre, e su parecchi torrenti e ho riscontrato la presenza di un elevato numero di specie (34 in totale, come scritto in precedenza).
Per una lista completa e una vasta raccolta di fotografie consiglio la consultazione della galleria fotografica dedicata agli Odonati presente nel mio sito di fotografia all’indirizzo: https://mimmocontartesefoto.weebly.com/gallerie-fauna—invertebrati.html
Per sottolineare le preferenze di habitat delle differenti specie andrò a descrivere le comunità di odonati che frequentano prevalentemente gli ambienti lentici (con acqua ferma o a movimento molto lento) o lotici (con acqua in movimento costante come fiumi, torrenti e ruscelli).
- Ambienti lentici: laghi, piccoli stagni o anche cave di argilla inondate come nel caso delle cave del territorio di Valdina, con sponde e acque basse ricche di vegetazione, offrono le condizioni ideali per la vita della maggior parte delle specie. Questi sono ambienti in cui le libellule possono trovare cibo in abbondanza e le giuste condizioni per la deposizione delle loro uova e la vita acquatica delle loro larve. Le specie di Anisotteri più diffuse sono sicuramente: Anax imperator (Leach, 1815) la più grande libellula europea (Fig. 13), Crocothemis erythraea (Brullé, 1832) (Fig. 14), Trithemis annulata (Palisot de Beauvois, 1805), Sympetrum fonscolombii (Sélys-Longchamps, 1776), Orthetrum brunneum (Fonscolombe, 1837) (Fig. 15), Sympetrum striolatum (Charpentier, 1840) (Fig. 16), Orthetrum cancellatum (Linnaeus, 1758), Libellula depressa (Linnaeus, 1758) e, in tarda estate – autunno, Aeshna mixta (Latreille, 1805) (Fig. 17). Tra gli Zigotteri si possono elencare specie come: Ischnura genei (Rambur, 1842), Lestes barbarus (Fabricius, 1798) (Fig. 18), Coenagrion puella (Linnaeus, 1758), Ceriagrion tenellum (de Villers, 1789) (Fig. 19), Erythromma viridulum (Charpentier, 1840) (Fig. 20) eLestes virens subsp. virens (Charpentier, 1825). Riconoscere queste libellule con un buon margine di certezza implica molto studio e la possibilità di osservarle da vicino, tramite cattura o fotografie ben dettagliate, in quanto i colori, soprattutto il rosso, il giallo e l’azzurro, sono spesso ricorrenti e comuni a molte specie e le dimensioni sono abbastanza simili.








Ambienti lotici: lungo fiumi e torrenti si incontrano molto più frequentemente specie come Calopteryx haemorrhoidalis (Vander Linden, 1825) (Fig. 21), Onychogomphus forcipatus (Linnaeus, 1758) (Fig. 22), Cordulegaster trinacriae (Waterston, 1976) (Fig. 23) e Orthetrum coerulescens (Fabicius, 1798).



Bibliografia:
- Field Guide to the Dragonflies of Britain and Europe – Editore: British Wildlife Publishing – Autori: Klaas-Douwe B. Dijkstra – Illustratore: Richard Lewington
- Guida degli insetti d’Europa – Michael Chinery – Franco Muzio editore
Sitografia:
- https://www.odonata.it
- https://www.linnea.it/
- https://www.researchgate.net/publication/371789456_Una_revisione_critica_della_check-list_e_della_bibliografia_degli_Odonati_della_Sicilia. Una revisione critica della check-list e della bibliografia degli Odonati della Sicilia – Salvatore Surdo, Calogero Muscarella, Maurizio Sarà – XXVII Congresso nazionale italiano di entomologia 12 – 16 giugno 2023, Palermo.




